Una chiacchierata con Viola Nagis

Ci sono realtà che non conosciamo, che sono davanti i nostri occhi ogni giorno, che non notiamo o che siamo troppo occupati per vedere. Stanno lì, dietro le mura di quei palazzi alti di periferia, oltre la luce che flebile arriva dalla finestra, dietro alla vetrina di un… centro massaggi. Viola ci porta dentro questo mondo, e lo fa con potenza evocativa degna dei migliori scrittori. Si lascia andare al flusso delle emozioni, pur dominandole abilmente nell’arte del racconto, e ce le serve così: nude, crude, a tratti anche divertenti, senza dubbio forti da digerire. Quel che accade a Viola durante ogni tappa della sua vita ha ben poco della invenzione letteraria che pagina dopo pagina spereremmo avesse. La sua linfa vitale arriva dal vissuto personale, dalle esperienze sentimentali e lavorative, dalle sfortune sessuali ed economiche.

Io ho incontrato Viola ed, assieme alle colleghe di Doppio Standard, abbiamo deciso di dare visibilità a parole che racchiudono traumi, ad esperienze che sono sfruttamento e dignità calpestata. Vorrei che poteste conoscere il sorriso di Viola, riuscireste a capire perché alla fine è possibile “colorare il futuro di tinte incantevoli con la sola forza della fantasia”.

B: Ciao Viola, benvenuta in Doppio Standard. Innanzitutto grazie per aver voluto condividere con noi e con ogni lettore la tua storia. Come ci si sente a mettersi completamente a nudo, quando saprai che chiunque (chi ti ha ferito, ma soprattutto chi ti ama come la tua famiglia) leggerà ciò che è stato ed è più intimamente tuo?

V: Ciao Barbara, grazie a te e a tutti coloro che si interesseranno alla mia storia. Sai, non credo di essermi messa a nudo completamente, perché la scelta di utilizzare uno pseudonimo mi ha permesso di raccontare con sincerità e con maggiore libertà le mie vicissitudini, preservandomi nella vita privata. Certo, ho scritto delle cose scomode e dolorose da dire, soprattutto alla mia famiglia, ma espormi in questo modo è stato catartico. Riuscire a mettere nero su bianco ciò che è stata la mia vita finora mi ha aiutata ad elaborare ferite profonde, come quando al mattino racconti un brutto sogno a qualcuno e, così facendo, ti liberi della paura. Chi mi vuole bene continua a farlo, non ha cambiato opinione su di me, ha condiviso la mia sofferenza e ammirato il mio coraggio. Le persone che mi hanno ferita, invece, credo che non siano dotate della sensibilità necessaria per fare autocritica, o per cogliere dal mio libro uno spunto di riflessione.

B: Quando hai pensato di mettere nero su bianco la tua vita, c’era uno scopo che ti aiutava a rivivere tutto insieme, a riaffrontare ogni emozione ed ogni singolo trauma?

V: Il mio obiettivo era innanzitutto riuscire ad elaborare i miei drammi personali, togliermi un peso dal cuore. Scrivere per me ha un effetto terapeutico e ho trovato positivo riuscire a  far nascere, dalle macerie delle esperienze negative, qualcosa di concreto. Oltre a questo, il senso di giustizia che mi accompagna da sempre mi ha spinta a voler rendere pubblica una realtà sociale nascosta eppure dilagante. Spero che la mia storia possa essere d’aiuto a tutte quelle persone che pensano non ci siano vie d’uscita dai problemi che la vita presenta, e che spinga altre ragazze oppresse e sfruttate a denunciare la loro situazione.

 B: Violenza sessuale, un giro di prostituzione che ha rovinato un buon posto di lavoro, il tentato suicidio ed il TSO. Ogni fase della tua vita, la più tragica, sarebbe da sola sufficiente a rovinarla, una  vita, e spesso succede. In una parte del libro scrivi: << Sapevo di valere di più di un oggetto sessuale per le voglie e le perversioni degli uomini, e il fatto di non poterlo dimostrare mi gettava nello sconforto>>. Ecco… come si sopravvive a tutto questo?

V: Con una grande forza d’animo, con la capacità di riconoscere il male e con il desiderio di puntare all’amore per se stessi. I traumi del passato, pur rimanendo incapsulati dietro le nostre spalle, lasciano dei retaggi che ci si porta dietro per sempre. Il trucco che mi ha sempre salvata è stato riuscire a conservare la speranza di una vita migliore e di trovare e vedere l’incanto nelle piccole cose. L’immaginazione, i sogni e la poesia mi hanno aiutata molto. Perché la vita in fondo  è ricca anche  di sorprese meravigliose: l’importante è saperle cogliere e credere nelle proprie possibilità. Rinascere si può, come si può uscire da circoli viziosi che annientano la nostra volontà. Basta volerlo e lavorare costantemente su di sé. L’affetto delle persone care sicuramente mi è stato indispensabile, così come la voglia di non arrendermi. Odio gli sprechi, e la vita che mi è stata concessa è un tempo troppo prezioso per perderlo nel dolore.

 B: Molto più spesso gli uomini, e direi: in minima percentuale anche le donne, si affidano al sesso a pagamento. A questi uomini che hanno famiglia, figli, insegnano ed occupano anche posizioni di un certo rilievo nella società contemporanea, addosseresti interamente la responsabilità dell’esistenza di queste realtà? Credi che sia la domanda o l’offerta a far nascere così tante vie per la prostituzione?

V: Sicuramente la domanda incide di più. Se le persone, per mia esperienza esclusivamente uomini, non avessero iniziato a pretendere contatti sessuali durante i massaggi, i proprietari dei centri non avrebbero innescato questo giro di prostituzione. L’offerta è una conseguenza che nasce dalla difficoltà: economica, ovviamente. Molte persone, purtroppo, possono ritrovarsi coinvolte loro malgrado in situazioni che non avrebbero pianificato né considerato, che contrastano la loro etica e il loro stile di vita, cui tuttavia prestano consenso e da cui, quindi, traggono profitto.

B: Che messaggio ti sentiresti di lanciare a chi si trova in situazioni simili alla tua?

V: A queste persone vorrei dire: tenete alta la stima per voi stessi anche in mezzo alle difficoltà e al degrado. Se la vita vi obbliga ad accettare compromessi, siate coraggiosi e non vergognatevi di voi, perché ciò che fate non è ciò che siete. In ogni caso, però, non permettete a nessuno di ledere la vostra dignità, perché certe ferite rimangono impresse nell’anima per sempre.

B: <<Lo squallore di quanto avevo accettato di fare sembrava solo il fastidio di un mucchietto di polvere soffiata in viso>>, ti va di raccontarci questa parte?

V: Sai, è stata molto dura ritrovarmi in determinate situazioni, scendere a compromessi con la mia morale. In quel punto del romanzo faccio un viaggio introspettivo che riesce per un attimo ad estraniarmi dalla realtà insopportabile che stavo vivendo. Avevo bisogno di una fuga mentale per salvarmi, pensare alle meraviglie dell’universo ha permesso alla mente di spaziare e, per un istante, sono riuscita a staccarmi dallo squallore insulso del centro massaggi. Il pensiero è un’arma potente: ogni tanto riesce a farti essere altrove, e rendere gli affanni terreni dei bruscolini lontani.

B: Ti faccio una domanda adesso, l’ultima, che sono certa riconoscerai. Cosa vorresti fare da grande?

V: Questa sembra facile, eppure per me è la domanda più difficile, che si trova anche nel romanzo. Mi è stato chiesto spesso nella vita, ed altrettanto spesso l’ho domandato a me stessa, senza ahimè venirne a capo. Scegliere una strada a volte fa paura, mi ha sempre dato la sensazione di perdere delle possibilità, come se le opzioni, e i sogni, fossero infiniti. Per come è andata la mia vita, so che sarebbe complicato diventare una psicologa, un’esperta in ingegneria aerospaziale o  una direttrice d’orchestra . Quello che so con certezza è che da grande vorrei potermi guardare indietro, ripensare a tutto ciò che è stato e sentirmi fiera di me in ogni momento. Perché ho lottato contro molti demoni e il futuro, che spero sereno, me lo sono meritato. Come si dice: la mia dose di inferno l’ho già abbondantemente vissuta. Voglio continuare a scrivere, perché è più di una passione, è un’esigenza, è la mia perfetta dimensione. Vorrei che le mie parole riuscissero a lasciare qualcosa di buono in molte persone, che sia speranza, forza, amore, riflessione. Anche solo un sorriso per un’immagine poetica o buffa. Più che sul fare, vorrei concentrarmi sull’essere. Felice. Semplice, no?

 

 Barbara Luna Libera Maimone

Una esclusiva Doppio Standard

SUL LIBRO E SULL’AUTRICE
Per acquistare il libro: https://www.amazon.it/Dentro-lacquario-ragazza-centro-massaggi-ebook/dp/B01LYF8T8Y  e per saperne di più: https://www.facebook.com/violanagis/
I diritti all’uso ed alla diffusione integrale della intervista sono riservati alla autrice della stessa ed alla Redazione del blog “Doppio Standard”, https://doppiostandard.wordpress.com/. L’intervista, ed il suo contenuto, rimangono a disposizione del pubblico ai sensi dell’art. 70, Legge 633/1941.

                                                                                                                               

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One comment

  1. L’ha ribloggato su e ha commentato:

    Emozionante, avvincente, te lo porti dietro in metropolitana o a letto, divertente di fronte alle peggiori difficoltà cui ti conduce la sfortuna e l’eccessiva gentilezza, Viola ci presenta una delle più autentiche autobiografie in cui voglia di riscatto e rassegnazione si alternano inarrestabili.

    Mi piace

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