Chi ammazza le donne senza sporcarsi le mani

Si chiamava Tiziana Cantone. Nel fiore dei suoi anni , trentuno, si è tolta la vita con un foulard. Uccisa dalla lapidazione pubblica. Tra le pietre e i click cambia solo il mezzo.

Non ha retto al dolore di vedere la sua vita privata sbattuta in rete. Gli insulti, le offese, il bullismo. Come Carolina Picchio e tantissime altre. 

Stavolta l’assassino non ha la pistola, il coltello o la tanica della benzina e non mostra nè i pugni nè il volto. Ancora più vigliacco, uccide la donna ma senza sporcarsi le mani. La punisce sbattendo in rete ma è sempre femminicidio. Se non avesse subito questo linciaggio non sarebbe morta. È morta in quanto donna, perché lo slut-shaming colpisce solo le donne.

La particolarità più macabra è che l’assassino non è solo uno. Sono tanti. E non sono solo maschi. Migliaia di persone, molte delle quali la deridono e insultano anche da morta.

Ripercorriamo la storia di Tiziana Cantone dall’inizio. Due anni fa la donna si incontra con due uomini per vendicarsi contro il suo ragazzo fedifrago. Si fa riprendere mentre ha rapporti orali per poi consegnare il video al suo destinatario. 

Invece viene messo sul web ( non si sa ancora da chi) e voyeuristi e moralisti lo fanno diventare virale, con due obiettivi diversi ma con il risultato di creare un’onta di dimensioni notevoli e perenni che ha coinvolto la trentenne e che stava coinvolgendo anche una minorenne poco tempo fa, Alessia N. per lo stesso motivo: video hard.

Tradita dagli amici, aiutata da un popolo di falsi perbenisti che in nome di una cultura maschilista e sessuofoba hanno ritenuto Tiziana una troia e il suo ragazzo come un povero cornuto pur conoscendone la storia. Perché si parte dal principio che gli uomini sono vittime a prescindere. 

I responsabili che hanno girato il video non hanno nome. Sono maschi, logico. Loro dall’onta sono esclusi. Il web agisce anche secondo logiche impartite dalla società: le donne sono oggetti sessuali e vanno fatte girare, come canne. Logiche simili al porno dove la donna è al centro della scena e gli uomini non hanno quasi mai volto. Logiche legate all’idea che la vita sessuale di una donna deve essere di interesse pubblico. Logiche legate all’idea che le donne sono poco di buono, gli uomini sono premiati per le stesse azioni.

Tiziana ormai è distrutta. Costretta a cambiare città (per non venire più insultata per strada) e anche nome, da questo calvario non si era ripresa e tentò il suicidio altre volte. Ci sono altri fattori sconvolgenti e assurdi: Un episodio che dimostra che ancora una volta le donne quando entrano nelle aule dei tribunali come vittime escono giudicate come carnefici:  Tiziana era stata condannata a rimborsare le spese legali a 5 siti che avevano messo in rete il materiale per un complesso di 20000 euro “perché era consenziente”. Un altro fu che la stampa ( perfino giornali nazionali) scrissero articoli su di lei e tante bugie, come quella che voleva diventare una porno star correlati a frammenti del video. Altra situazione incresciosa che facilitò la colpevolizzazione della vittima avvalorarando l’opinione che fosse responsabile lei stessa della messa in rete del video e la sua irrisione con tanto di ritornello ormai tristemente famoso.

Per la vergogna e per i debiti, ieri sera Tiziana la fa finita. 

Sul web sono tante le parole di solidarietà ma tanti sono anche quelli che prima la deridevano e ora se ne dispiacciono. Altro segno che dimostra che c’è solo un modo per lavare l’onta : uccidersi

 Altrettanti quelli che la insultano ancora. Per le donne non c’è rispetto nè da vive nè da morte.

Puttana anche da morta perché ha tradito il suo ragazzo come è stato detto ad Ashley fra l’altro anche uccisa dall’amante.

 “Era adultera”.

“La zoccola meritava di morire”.

“La vergogna d’Italia”

“Schifosa”

E infine “Te la sei cercata!” che come “troia”, è rivolto solo alle donne. Se viene stuprata se l’è cercata perché indossava la minigonna e non stava al suo posto, se viene bullizzata se l’è cercata perché ha scelto lei di fare un video.

 Se l’è cercata. Proprio come è accaduto alla tredicenne di Mellito, stuprata e poi isolata da tutto il paese . 

È la donna sempre colpevole delle azioni altrui è colpevole se ha una vita sessuale vera o presunta. Ce lo insegna anche la Bibbia da sempre. La donna è peccato e tentazione se non segue le gesta di Maria Vergine. 

Pochissima disapprovazione ha coinvolto oggi le due ragazze che hanno filmato l’amica mentre veniva stuprata. Brave ragazze. Pur sempre meglio stuprare e diffondere che fare l’amore con qualcuno anche per vendetta. Meglio la scarsa solidarietà femminile verso chi è più avvenente che la scarsa solidarietà con uomini che non ci rispettano. E anche le donne che hanno “ucciso” Tiziana lo hanno dimostrato.
Non dimentichiamoci che l’Italia ha abrogato la legge che dà attenuanti a chi uccide “per onore” soltanto 36 anni fa e siamo pur sempre primi in Europa per numero di donne uccise a seguito di un tradimento o della volontà della donna di chiudere una storia.

Perché per la giovane Italia parlare di occidente è ancora troppo presto.

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2 commenti

  1. L’Italia bigotta, perbenista, cinica, ipocrita … c’è tutta l’Italia in questa storia, l’Italia che sa soltanto giudicare gli altri senza conoscere alcunché degli altri, l’Italia ignorante e retrograda, l’Italia della TV, di quello che insegna la TV con programmi che invece di dare tolgono quel poco di buone regole imparate sui banchi di scuola, i programmi fatti di litigi, di parolacce che non siamo ancora in grado di gestire, l’Italia divisa in due: una parte (piccola) di persone cresciute e maturate e un’altra (estesa) di persone che sono ferme a quando avevano tre anni.

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  2. Da quello che sta emergendo (anche se ancora non c’è nulla di certo) sembra che il suo ragazzo avesse la fantasia di vederla con altri uomini(chiamasi cuckold) e che lei lo abbia accontentato quindi non si può parlare di tradimento.

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