Lo stupro è violenza sulle donne

Viene amarezza dover scrivere un post per ribadire una questione ovvia però purtroppo ho constatato, ancora una volta, come sia ancora faticoso comprendere che lo stupro contro una donna è una violenza di genere alla pari delle altre violenze sulle donne.

Questo post lo scrivo in occasione di due stupri avvenuti in pochi giorni in Italia. Storie analoghe di ragazze/donne fatte girare come un cannone e poi gettate via perchè divenute inservibili.

Il primo caso è passato quasi in sordina perché per molti è assurdo ancora difendere un’adultera negra per giunta incinta, andata a bere con due sconosciuti rumeni e infatti non mancava chi diceva che andrebbe per questo arrestata pure la vittima per aver istigato gli aggressori e che di stupro non si è trattato. Peccato che la donna se la siano palleggiata a suon di botte e poco importa se non se ne è rimasta a casa a fare la calzetta.

Il secondo caso è quello di una ragazza trattata analogamente in provincia di Salerno da un branco di coetanei della vittima, i classici piccoli italiani medi tutti calcio e figa. L’avvocato fa sapere che si tratta di ragazzi normali. Già. Non erano gay, per molti in Italia è ancora così, sono i froci ad essere anormali perché non lo mettono dentro una vagina di una volente o nolente. Inoltre, come possono essere definiti bruti e criminali? Hanno lasciato viva la ragazza, che non ha fatto la fine di Sara, ridotta come una grigliata di Ferragosto dal suo ex che la voleva tutta per sè. 

Siamo però in tempi in cui nemmeno ridurti a colabrodo a suon di coltellate e lasciarti morta significa agire con crudeltà.Franca Rame 30 anni fa diceva che solo un corpo di femmina morta è una garanzia per essere credute. Oggi nemmeno questo. È facilissimo che archivino la tua morte come suicidio o dicano che lo hai esasperato a tal punto che non poteva fare altro che gonfiarti come una zampogna o trucidarti come nei film di Argento.

Il caso della ragazzina stuprata nel paese degli innamorati ma che di amore in questa storia non ce n’è stato, ha scatenato indignazione fortissima da parte della gente ma poco dopo sono venuti fuori anche quelli che affermano che era meglio se la vittima tacesse, perché denunciandoli gli ha rovinato la vita perché si è trattato solo di una ragazzata.

il commento di un paesano di SVT

Questi sono i commenti che ho raccolto. Ne è venuto fuori che:

– Lo stupro è considerato alla stregua di un reato contro la morale;

-Una ragazzina o donna con una libertà sessuale può essere messa sullo stesso piano di chi stupra o paga per sesso;

– Un ragazzino minorenne non è consapevole di quello che fa;

– Condannare un ragazzino che stupra significa rovinargli la vita; 

– La vita di una ragazza vale meno;

– Il branco sta soffrendo quanto la vittima;

– “È uno sbaglio”, “una tragedia”, “una bravata”, “una ragazzata”..

– Non si può dare responsabilità maschile in alcun modo (meglio darla alle mamme o alle vittime)

Come si fa a mettere sullo stesso piano l’emancipazione sessuale di una ragazza con un atto che ti lascia viva solo perché é il tuo cuore a mentenerti tale? Avete visto maschi subire di traumi fisici e mentali o suicidarsi dopo aver conosciuto femmine che hanno volontariamente soddisfatto i loro sollazzi o quelle che gli danno il consenso a far visita all'”origine del mondo” indicandogli poi la porta di uscita, per non pretendere loro di abbonarsi. 

In Italia ancora gira così, con la buona pace di chi pensa che noi essendo occidentali rispettiamo le donne e dovremmo insegnare valori inesistenti ad altre culture. Peccato che chi opera al pronto soccorso ormai assiste quasi quotidianamente ad un via vai di donne usate come sacchi da boxe. Però, vanno sentite tutte e due le campane, anche se la vittima ormai ha preso le sembianze di un panda ed è visibilmente pestata. Anche se le telecamere hanno ripreso la scena. Anche se il referto medico ha confermato segni compatibili con la violenza subita.

Peccato però che, ancora una volta, tramite le famiglie del “branco” abbiamo saputo che se una donna in Italia se osa denunciare di essere stuprata alle autorità finisce quasi inevitabilmente per essere etichettata come una meretrice di bassa lega e insultata anche da sconosciuti sul web, soprattutto se l’autore non è uno sporco islamico. Ancora una volta, si ribadisce il diritto di un uomo di poter braccare una donna come se fosse una preda a suon di botte ma ad una femmina non è permesso nemmeno di far svolazzare i suoi lunghi capelli all’aria perché é istigazione e come tale va punita alla pari di chi stupra. Per questo motivo in Italia abbiamo il più basso tasso di denunce per stupro.

Il sindaco di San Valentino che si rammarica per il momento difficile che stanno passando i presunti violentatori, come se dovrebbero essere più affranti loro che la vittima.

Sembra un’Italia ripresa da una vecchia cartolina degli anni ’60. Sembra non sia passato nulla da quando Franca Viola si ribellò a sposare il suo stupratore sfidando tutto un paese che la riteneva ormai disonorata perché l’energumeno le aveva rubato il sigillo di garanzia, un po’ come quando apri una confezione di una merce e devi poi buttarla via perché non è più vendibile.

Oggi, a distanza di una cinquantina di anni c’è ancora bisogno di una Franca Viola a ribadire il diritto di non essere considerate come merce con data di scadenza.

Ai parenti dei cinque maiali suggerisco gli venga data una meritata condanna non solo per aver cresciuto scarti del genere ma per aver pure la faccia tosta di difenderli. Meritereste di essere messi a spalare merda dalla mattina alla sera, ignoranti e analfabeti. 

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