Sulla squallida “moda” di dare della cagna e sulla nudità come autodeterminazione

Ci risiamo. L’italiano medio non ha capito un cazzo su cosa significhi la parola autodeterminazione femminile.

Dopo le polemiche nazionali sull’otto marzo (ancora oggi se ne discute! ), sulle studentesse che hanno postato le loro tette su Facebook, delle ragazze spinte al suicidio per le loro foto “osè“, mi sono accorta come siano diverse le reazioni quando la stessa nudità e audacia femminile vengono veicolate attraverso la televisione italiana.

Mi riferisco al ritorno di Ciao Darwin che a parte le sporadiche polemiche sulle scene voyeuristiche della trasmissione , non non ho visto neanche un “bau”, neanche un “cagna” ( o al max solo un paio!) rivolto a chi ha deciso di apparire nuda in quella trasmissione.

Tra l’altro chi si è lamentato per la volgarità del programma è riuscito a non colpevolizzare le donne (almeno qui!) rivolgendo le critiche giustamente al programma.

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Premetto che ritengo sempre sbagliato lo slut-shaming, quindi trovo altrettanto disgustoso dare della cagna ad una donna di spettacolo per quanto ne dica molto su come venga rappresentate la donna in TV, sempre muta e sorridente.

Quello che vorrei sottolineare con questo articolo è come mai ci siano persone che si sono addirittura complimentate per il fatto che ci siano così tante ragazze e donne nude in quella trasmissione e poi ci siano altrettanti che danno del moralista a chi si è indignato (accusando perfino di femminismo chi chiede che la donna sia rappresentata anche in veste attiva).

Andando tra i commenti mi è capitato di leggere questi:

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Quando accusa di moralismo, difesa della nudità in TV si accompagnano a slut-shaming e quindi richiesta di moralizzare di più il comportamento delle donne “comuni” allora sono convinta che l’Italia ha proprio toccato il fondo per quanto concerne il suo moralismo altalenante.

Stessa cosa capita nelle pagine come “Roba da Maschi” ecc.. dove pubblicano soltanto seni, sederi, glutei ecc criticando quelle che si sottraggono alla disponibilità sessuale e allo stesso tempo inveiscono contro le ragazze comuni che bevono e usano abiti succinti o vanno agli spogliarelli dell’otto marzo, anzichè comportarsi da brave donne e differenziarsi da quelle su cui si masturbano (patetici!).

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Cose per maschi. Esaltano il tradimento maschile e condannano le donne.

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Credo che i motivi siano da ricercare nel fatto che un corpo nudo sbattuto in televisione e “sezionato” dalla telecamera è meno pericoloso per la società perché non evoca autodeterminazione femminile e ne quel potere seduttivo femminile che normalmente il corpo della donna veicola. Non è un caso se i dibattiti sulla donna-oggetto sono nati nell’ambito televisivo e non su come vestono le ragazze andando in spiaggia, discoteca ecc…

Certamente nessuno ha puntato la pistola alla tempia a chi fa parte del cast di Ciao Darwin ma una donna passiva e muta davanti la telecamera fa certamente meno paura di una donna qualsiasi che se ne va libera come una farfalla fuori dalle gabbie televisive, senza essere “gestita” visivamente da una telecamera e da uno sguardo maschile.

Fa più paura una che non viene pagata per mostrarsi, perchè esce fuori da un ruolo sociale, ( così come fa più paura l’amante della prostituta) perché non è un uomo a decidere che lei si spogli, perchè il maschio italiano mai accetterà che una donna possa fare qualcosa solo per mero piacere personale e mai accetterà l’idea che non esistono cose da femmina e cose da maschi.

Per questo che continuo a sostenere che quella che ci mostrano in TV mai può coincidere con una piena emancipazione della donna se non accompagnata dall’accettazione della libertà sessuale di tutte le donne, che passa anche per l’idea di considerare il corpo femminile come qualcosa di normale e non di cui vergognarsene, SEMPRE!

L’unica cosa che gli stessi signori “le donne dovrebbero coprirsi in discoteca ma in TV va bene” non capiscono che è la TV la fonte principale dove le ragazze di oggi attingono per assumere gli atteggiamenti che gli italiani medi reprimono con l’epiteto di “cagna”, gli stessi che vorrebbero impedire loro pure di gustarsi uno spogliarellista che si atteggia come Madre Natura del loro amato programma.

Da qui si deduce che gli italiani non sono bigotti ma maschilisti.

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3 commenti

  1. personalmente non mi scandalizzano nè le donne di Ciao Darwin nè le ragazze in spiaggia o in discoteca o l’otto marzo. Rispetto le loro scelte.

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    • anch’io trovo contraddittorio elogiare le une e insultare le altre (ma forse è vero: le ragazze che vanno in disco o nei locali di spogliarello lo fanno di loro iniziativa e senza compenso mometario perciò gli ipocriti bigotti non lo sopportano, non sopportano la loro indipendenza).Tutte queste ragazze, che si condividano o no le loro scelte, vanno rispettate

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