Per una donna…

Sono sconvolta. Mentre tutte le campagne di Salvini sono concentrate sulla cultura del machismo riservata al popolo di religione islamica, mi segnalano che un uomo che ha sparato alla sua ex e poi si è ucciso ha ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà, perfino da sconosciuti.

Tempo fa era successa la stessa cosa per un ragazzo denunciato per stupro da una ragazza minorenne. Lei è stata individuata e perfino insultata, additata come una bugiarda che si è inventata tutto perché non voleva ammettere di aver avuto un rapporto sessuale in discoteca e lui ha ricevuto un sacco di commenti di solidarietà anche dai non amici.

In questo periodo succede praticamente la stessa cosa. Lui ha puntato però la pistola, lei è finita gravissima all’ospedale, poi si è ucciso. Oggi lui passa per una vittima, un povero ragazzo incompreso, uno che non meritava quella fine e addirittura c’è chi accusa lei di averlo esasperato e chi la colpevolizza per essere sopravvissuta.

Tanti quelli che usano l’attenuante del “raptus”, me lo posso immaginare gente che cresce con una rappresentazione mediatica del femminicidio raccontato esclusivamente come raptus, troppo amore o tentativo di riconquistare una donna come è descritto tra le righe di questo articolo:

“Ha aspettato che la ragazza uscisse per incontrarla, forse per fare un ultimo disperato tentativo di riconquistarla” (fonte: il tempo).

Immaginatevi un po’. Uno esce per tentare di riconquistare una donna con la pistola in mano. L’ultima frontiera del latin-lover odierno? L’uomo cacciatore che si porta dietro la pistola per braccare la sua preda!

Come fa ad essere un raptus un tentato omicidio premeditato?

Un mio contatto ha raccolto tutti i commenti lasciati dagli amici di lui:

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Lei dunque diventa la colpevole, quella che ha esasperato, provocato e fatto soffrire un ragazzo. Poi ti minacciano giocando ai camorristi solo perché gli fai notare che chi ama non ammazza. Ci rendiamo conto? Ad una donna non è permesso di mettere fine ad una storia. Deve cucirsi addosso il ruolo di vittima, di donna sottomessa perché il suo “amore” (che poi è possesso) non si è spento nei suoi confronti. Se una donna prova a dire basta diventa una stronza, lui un bravo ragazzo nonostante abbia puntato l’arma e ha mandato all’ospedale una donna. Tanto è solo una donna….

E’ un grave problema quando in un Paese manca il concetto di “violenza sulle donne” e quando una donna viene additata come stronza per un azione che ha compiuto lui su di lei e se stesso e quando si prendono le parti dell’assassino e lo stupratore.  Lo stesso infatti capita anche per le vittime di stupro, per tutte le violenze che sono maschili, compiute da uomini contro le donne.

bravo

Come può dunque essere considerato bravo un uomo che prende una pistola e tenta di ammazzare una donna?

In una cultura del victim-blaming del genere quanto è difficile per una donna denunciare una violenza domestica o sessuale senza passare per “la solita stronza che si è permessa di non sopportarlo più e di ribellarsi”?

Lui è il bravo ragazzo, quello che rispettava le donne. Ne siamo sicuri?

Spulciando sul profilo del defunto violento ho trovato numerosi post misogini:

 

Il post a sinistra è poi quello che è stato condiviso da molte persone e che tempo fa abbiamo messo sulla pagina “Doppio Standard”. Un post che non merita molti commenti visto che lo fa da solo. Come può concepire una relazione paritaria chi pensa che la donna sia nata per soddisfare il suo partner?

Lui che pensava che le donne fossero nate solo per servire l’uomo e per dire di sì, non è strano poi immaginarsi come egli stesso possa estrarre facilmente un’arma per tentare di ammazzare una donna che si è rifiutata di fargli da schiava.

La seconda immagine (con la mia risposta) poi riassume come questi maschilisti, misogini e violenti siano imbevuti di slut-shaming a livelli estremi, forti della loro convinzione che una donna non possa essere libera di scegliere e avere molte relazioni perché è solo oggetto di possesso con l’unico scopo di farsi una famiglia. Dunque? sarebbe l’uomo che deve avere il diritto di scegliere una donna, di farla sua.

La paura che una donna provi tanti uomini e poi scoprendo che sono perfettamente imbecilli li molli. Meglio una donna che non lasci mai il suo uomo che resti legata ad un uomo con tutti i suoi difetti, meglio una donna che a colpo sicuro poi trovi chi la maltratta, piuttosto che una donna libera che al primo schiaffo se ne va.

Quale sarebbe l’uomo giusto? Chi tenta di scavalcare una donna. Lui che si credeva l’uomo giusto, lo stesso che poi tenta di uccidere una donna. Impeccabile vero?

Sono sempre stata additata come paranoica femminista, esagerata solo perché ho sempre pensato che chi pubblica post misogini può essere un potenziale femminicida, stalker, stupratore o violento. C’è sempre una relazione tra misoginia e delitti o discriminazioni contro le donne, non è un caso se ho sempre consigliato di prendere le distanze da chi è ossessionato dalle donne a tal punto di pubblicare post palesemente misogini.

Su Facebook ogni pagina che si nasconde dietro l’ironia è piena di offese rivolte quasi esclusivamente contro le donne. E’ un paese che ci odia, ci uccide e ci discrimina. Vorrei tanto che si facessero campagne contro l violenza sulle donne indipendentemente da chi le compie. Che si potesse parlare dei fatti di Colonia senza mettere in ballo la cultura dei molestatori, perché la violenza sulle donne non ha una razza ma è radicata in qualsiasi società anche in quelle che erroneamente si considerano evolute. Questo post voleva dimostrare infatti quanto è radicata la violenza di genere in Italia.

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