Quando fa più scandalo il corpo femminile che le molestie di massa

Il Capodanno del 2016 si apre con una notizia agghiacciante: a Colonia tantissime donne hanno denunciato molestie sessuali di massa.
La stampa individua subito nella cultura musulmana il movente dei reati. Nei programmi televisivi politici e opinionisti espongono la dimostrazione che i musulmani non rispettano le donne.

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Succede che un’artista svizzera Milo Moirè si mostra nuda a Colonia manifestando contro le molestie con dei cartelli in cui c’è scritto “Rispettateci nude e vestite”. Il messaggio è che la violenza sessuale non è colpa della donna come spesso si pensa nelle società patriarcali dominate dalla sharia ma potrebbe essere anche un attacco contro la sindaco di Colonia che ha emanato “codice di comportamento”, per le donne e non per gli uomini che sono gli autori di questi reati.

L’ artista è peró divenuta vittima di accuse sul web che la additano di essere un’esibizionista, di aver fatto una cosa ridicola, di vergognarsi e di essere addirittura colpevole di dare il messaggio opposto, cioè legittimare crimini commessi interamente da uomini!!

Questi commenti non sono stati scritti da musulmani ma da italiani forti ormai delle convinzioni rafforzate da una società dove il corpo femminile viene mostrato sempre e solo per vendere prodotti. Ora gli italiani, che si sentono tanto più evoluti, ora mostrano indignazione più per il corpo esposto di questa donna che per le molestie sessuali di massa avvenute a Colonia il giorno di Capodanno.

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L’Italia non è tanto distante dalla cultura che disprezzano. Gli stupri vengono trattati solo come un attacco ad altre culture, un mezzo per far propaganda politica e il corpo femminile viene trattato in modo passivo e in termini di appartenenza alla comunità.

Non c’è da stupirsi se una donna che esce dalla passività del corpo usato come territorio di possesso da parte di una cultura politica occidentale tutta maschile che ne parla in terza persona, “le nostre donne”, venga poi attaccata e accusata di mostrarsi per strumentalizzazione e addirittura chiedendo che venga sanzionata per “atti osceni” quando il problema dell’oscenità non si pone mai per una molestia sessuale.

Anche se fosse una trovata pubblicitaria credo sia molto meglio di chi fa di questi episodi di violenza una campagna anti-islam per avere voti. Perchè la vera strumentalizzazione dei fatti la fanno la stampa e la politica, non un corpo nudo di una modella.

Solo i musulmani hanno pregiudizi sulla sessualità femminile in base alla cultura dello stupro?
No! stando infatti ad un’indagine condotta da Womanstats, in Italia ci sarebbero forti barriere culturali che impediscono alle donne molestate o violentate di denunciare la violenza subita.

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Questa indagine ha fatto si che il numero di molestie denunciate in italia siano inferiori al numero di molestie denunciate in Svezia.

Penso che mostrare i dati non è nemmeno necessario. La sessualità femminile è fortemente stigmatizzata nel nostro Paese cosí come qualsiasi pratica di autodeterminazione femminile, soprattutto nel prendere parola contro lo stupro.

Non credo che sia nemmeno il nudo in sè ad aver scandalizzato ma il contesto in cui è stato mostrato, perchè altrimenti vedremmo grandi opposizioni a come il corpo femminile viene mostrato nei media. È la consapevolezza della donna e dei suoi diritti in merito a corpo e sessualità a fare paura.
Non è un caso se lo “slutshaming” resta il più radicato e incontestabile tra gli stereotipi di genere.
E non è nemmeno un caso se la quasi totalità dei femminicidi nel nostro Paese si consuma perchè gli autori credevano che le loro vittime appartenessero a loro.

Insomma il motto dei commentatori de Il Fatto Quotidiano è denunciamo lo stupro ma a costo che la donna resti comunque zitta nel trattare questo argomento, sottomessa e convinta di aver provocato il desiderio maschile, considerato legittimo per affermare la mascolinità.

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