Sessismo interiorizzato: ne soffrono parecchie donne, perché?

Questi sono alcuni dei commenti che sono stati raccolti sul web. Sia io, La Friendzone Non Esiste, Il Maschilista di Merda e Cara sei maschilista e altri gruppi, ci occupiamo anche del sessismo che viene portato avanti dalle donne.

Sono donne che esprimono stereotipi di genere che vanno contro tutti e contro loro stesse. In America è nato addirittura un movimento che si chiama “donne contro il femminismo”, dove le utenti postano i loro messaggi sul perché oggi non bisogna essere femministe.

Sono donne consapevoli o meno del loro maschilismo, accomunate dal fatto che reputano la parità di generi una questione già risolta e relegano il femminismo ad un movimento contro gli uomini.

Si chiama “sessismo interiorizzato” e più il gap di genere in una società è ampio, più le donne presentano questo aspetto. Dunque, analogamente, funziona come l’omofobia interiorizzata, che è maggiore nei paesi più omofobi.

Perché queste donne si dichiarano ostili al femminismo è classicamente per una questione di disinformazione. Queste vivono in una società che veicola forti stereotipi sul femminismo. Raramente i libri scolastici informano delle battaglie condotte dalle suffreggette, dalle partigiane e dei movimenti che le donne negli anni Settanta hanno portato avanti per rendere il Paese più moderno. Credono di vivere in un mondo in cui tutto è scontato e a loro concesso “per cavalleria”. Inoltre, i forti stereotipi di genere sul ruolo sociale femminile porta loro credere che ogni battaglia per la parità sia poco importante o addirittura scomoda.

Il maschilismo interiorizzato di queste donne porta ad un fenomeno “Eva contro Eva”. Tendono a schierarsi contro le altre, ad appoggiare sempre e solo gli uomini anche quando hanno torto. I recenti casi di bullismo al femminile dimostrano quanto ciò sia connesso alla misoginia interiorizzata che alcune donne provano per altre.

Le opprimono perché più belle, perché non corrispondono ai canoni estetici femminili, per come si rapportano con l’altro sesso. Tendono ad essere responsabili di slut-shaming contro le loro coetanee oppure di prevericazioni verso ragazze considerate “sfigate” perché non hanno alcun approccio con l’altro sesso oppure perché lesbiche. Sono donne generalmente insicure che vivono in funzione degli uomini e costantemente dipendenti dal loro giudizio. Spesso guardano sé stesse e le altre come le guarderebbero gli uomini, attraverso però gli stereotipi maschili e femminili veicolati da questi.

I media sono principalmente responsabili della misoginia interiorizzata perché veicolano uno stereotipo di donna aggressiva con le altre. Questo perchè in mancanza di altri modelli femminili, si tende a rappresentare le donne più forti come coloro che racchiudono in esse stereotipi maschili. Un esempio di programmi televisivi con questo aspetto è “Uomini e Donne”, dove le donne sono sicure di sè ma non riescono a solidarizzare tra loro, anche perché il format prevede che competano per cercarsi un fidanzato. Oppure le donne più adulte, spesso conduttrici, che trattano “da oche” quelle più giovani e spesso relegate in una posizione subalterna, ma anche quelle che si prestano a ruoli sessisti e svilenti.

La televisione contribuisce certo alla crescita di questo fenomeno ma non è l’artefice. Una famosa canzone di Fabrizio De Andrè intitolata “bocca di rosa” mette appunto in evidenza come le donne preferiscono schierarsi contro le altre che contro gli uomini che le tradiscono. Proprio da questa canzone questo viene definito come il “complesso di Bocca di Rosa” ed è un fenomeno vecchio come il mondo.

E’ molto importante abbandonare la misoginia interiorizzata perché vulneralizza le donne e spesso chi non ha una maggiore solidarietà con le altre è facilmente esposta a discriminazioni e violenze di genere. Questo perché è molto importante che chi ad esempio subisce violenza abbia l’appoggio e la solidarietà da parte di altre donne. Quante volte abbiamo sentito invece di vittime di violenza che spesso vengono aspramente criticate da altre donne?

Le donne sessiste spesso sono talmente insicure che cercano l’appoggio dell’uomo creando una tale dipendenza che molto spesso può portare all’annullamento della sua persona, un altruismo troppo marcato che prende il nome di “istinto da crocerossina”. In questo modo è difficile che una donna possa perseguire i suoi sogni, le sue aspirazioni o possa trovare un uomo che non sia un cavernicolo autoritario.

Concludo, dicendo a queste donne che la dignità non passa per le loro mutande ma per il rispetto per sé stesse. Siate femministe perché di femminismo ce n’è ancora bisogno.

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3 comments

  1. La subalternità è sempre interiorizzata, il linguaggio è creato dal dominio, il linguaggio stabilisce chi è il dominatore e il dominato. Il sessismo serve a questo. Il dominato si vede con gli occhi del dominatore, la donna con gli occhi dell’uomo, l’operaio con quelli del padrone.. ecc.. la nascita del concetto di “proletariato” da parte di Karl Marx, serviva proprio a questo, creare una coscienza di classe per vedersi con i propri occhi. Il ruolo importante dei femminismi è lo tesso, riuscire a osservarsi con i propri occhi. Pensiamo anche all’autocoscienza degli anni 70. Le lotte dei neri degli anni 60, in America hanno contribuito a creare una coscienza dei “fratelli neri” da allora si sono rifiutati di dire nei film “si padrone”, perché avevano smesso di vedersi con gli occhi dei bianchi.
    Tutto questo preambolo per dire che io rifiuto il concetto di “istinto da crocerossina” o “sindrome della crocerossina”. Lo rifiuto perché penso che sia una forma di colpevolizzare la donna e guardare la donna con gli occhi dell’uomo. Cercherò di spiegarmi in due parole:
    Se osserviamo i meccanismi psichici e le dinamiche emotive, delle così dette “crocerossine”, notiamo una scarsa autostima. Originata da molteplici elementi, prima di tutto l’educazione di genere che parte fin dalla prima infanzia. La femminilità; che tra le sue caratteristiche psicofisiche già prevede la sottomissione, la passività e il masochismo il sessismo che ti indica sempre qual è il tuo ruolo. L’aspettativa sociale, che come donna devi essere sempre strafiga, un po’ santa un pò puttana. Lo studio, il lavoro contribuiscono a distruggere quel poco di autostima.
    Se a tutto questo, si aggiunge che nelle dinamiche relazionali, gli uomini, vuoi per cultura o per educazione, tendono al controllo e per far questo, distruggono l’autostima con abusi psicologici e fisici.
    Chiudo qui, spero di essere stata se non sintetica almeno chiara.

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