Come in Medioriente le donne italiane sono discriminate nello sport: Una petizione di All Reds Rugby Roma

Diverse volte ho parlato della condizione delle donne italiane nello sport. Dopo le dichiarazioni del presidente della Lega Dilettanti che negò i finanziamenti alle calciatrici definendole “4 lesbiche”, è scoppiata una vera polemica che ha messo in evidenza come le donne nello sport siano considerate “giocatrici di serie B” in un modo quasi singolare tra i paesi democratici ed europei.

Per anni l’Italia ha sempre guardato oltre, puntando il dito contro i paesi del medioriente che discriminerebbero le donne nello sport tanto da escluderle o imporle abbigliamenti castigati e scomodi per competere. Il vero problema è che essere costrette a praticare attività agonistica da dilettanti con stipendi inferiori e precari, meno diritti e minor visibilità, non è diverso grosso modo dalle discriminazioni subite dalle atlete nei paesi del Medio Oriente. Dunque, le sportive italiane essendo dilettanti per regolamento non possono accedere ai campionati nazionali, come ad esempio nel caso del calcio e del basket. Se in Italia non c’è la legge della sharia che vieta alle donne di praticare sport per non mostrare il loro corpo in pubblico, allora dove sta il problema?

Il dilettantismo nelle attività sportive femminili è imposto da un regolamento “da retaggio fascista” imposto dal Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), a causa di forti stereotipi di genere radicati più nel nostro Paese che altrove. Nella società italiana, infatti, persistono molti pregiudizi che discriminano le donne dagli sport. Se vincono sono bollate come “poco femminili” o i media parlano di loro come se fossero veline, senza menzionare mai il loro talento. Molto spesso perché considerate “fuori posto”, inferiori, meno brave e fisicamente più deboli degli uomini. Un problema di ruoli di genere troppo marcati che però sono facilmente smentibili dalla bravura delle nostre atlete che si sono dimostrate tra le migliori del mondo.

Per porre fine a questo sessimo è stata aperta una petizione dalle giocatrici di All Reds Rugby Roma- una squadra che promuove lo sport popolare come momento di aggregazione fondato sull’antifascismo, antirazzismo ed antisessismo- per chiedere che le donne non siano più dilettanti per regolamento. In effetti, relegale le donne al dilettantismo equivale a dire che le donne sono inferiori ai maschi ed è un’ennesima discriminazione che si somma alle troppe nel nostro paese nei confronti delle donne.

Italia caso unico in Europa. Si legge dal testo della petizione:

La risoluzione 5 giugno 2003 del Parlamento europeo, inoltre, chiedeva agli Stati membri di assicurare alle donne e agli uomini pari condizioni di accesso alla pratica sportiva e sollecitava gli stati membri a sopprimere nelle procedure di riconoscimento delle discipline di alto livello la distinzione fra pratiche maschili e femminili. L’Italia non si è mai adeguata a questa sollecitazione e nemmeno il Governo si è impegnato a chiedere al Coni di abbattere questo muro.

Inoltre, il dilettantismo per regolamento non è solo una questione di discriminazione di partecipazione. Esso impedisce alle atlete di usufruire della legge 91/81 che regola i rapporti con le società, la previdenza sociale, l’assistenza sanitaria, il trattamento pensionistico, la tutela di maternità e così via.

La petizione ha già raggiunto più di ventimila unità e si spera che possa porre fine a queste discriminazioni veramente assurde in un paese che ogni giorno professa di aver raggiunto la parità, poiché la parità di genere passa pure dallo sport. 

Italia, 69esima nel mondo per parità tra uomo e donna (2014). Maglia nera in Europa.

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2 commenti

  1. […] Huggies rincara la dose con uno spot sessista che recita così: “Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal” e altre frasi sessiste come: “Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà” che evidenziano differenze di genere inesistenti (insomma l’inno al maschio alfa e della femmina come essere inferiore portato a ruoli più passivi) e basate su stereotipi . Non si sa mai che le femmine facciano calcio, roba da quattro lesbiche e inoltre senza successo rispetto ai loro fratelli in quanto dilettanti per regolamento. […]

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