#UnSlut: Negli Usa un progetto per dire basta allo #slutshaming e al #bullismo sessista

“Sei una puttana!”. Cosa è il bullismo sessuale? Nasce negli USA un progetto contro il fenomeno ‪#‎slutshaming‬.

Riporto un articolo interessante che ho tradotto dalla versione americana di HuffingtonPost, su un progetto nato già da due anni e del quale in Italia non ha trovato spazione nei media e nei blog, segno di come in questo Paese questo tema sia ancora tabù. (Nella gallery: slut-shaming virale online colpisce le donne per il loro comportamento  sessuale, per il loro abbigliamento o solo perché vanno dal parrucchiere. Squadristi si organizzano a colpi di hashtag per punire le donne troppo libere).

Il progetto UnSlut: un documentario mostra la potenza devastante del bullismo sessuale

Dodici milioni di persone hanno letto il diario di una donna e le sue voci mostrano quanto potere ha la parola “puttana”.

Emily Lindin fu bollata come “zoccola” dalla scuola dagli 11 ai 14 anni, subendo slut-shaming dai compagni di classe maschi e femmine che hanno pensato il che suo corpo sviluppato fosse terreno per la creazione e diffusione di voci sessuali sul suo conto. Così, quando ha sentito storie di ragazze adolescenti che hanno perso la loro vita dopo essere state assalite sessualmente e aver subito slut-shaming dai loro coetanei, sapeva che doveva fare qualcosa.

Lindin ha così avviato Il progetto UnSlut nel 2013, dove ha messo online i messaggi scritti sul proprio diario, nella speranza che la sua scrittura potrebbe “fornire qualche prospettiva a quelle ragazze che si vergognano e si sentono attualmente intrappolate”.

“Per subire slut-shaming, una non deve essere necessariamente coinvolta in qualsiasi tipo di comportamento sessuale” , ha detto Lindin. “Soltanto indossare una camicia che ispira un pensiero sessuale in un’altra persona è sufficiente per subire slut-shaming”.

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Dopo che ha iniziato a postare online gli scritti del suo diario, Lindin fu innondata da messaggi da altre donne che volevano condividere le loro storie. Il progetto UnSlut è diventato uno spazio collaborativo dove la gente può condividere le proprie esperienze di slut-shaming e bullismo e per ricordare alle ragazze che passano la stessa cosa che la vita va avanti.

Ora Lindin vuole raggiungere ancor più persone con il suo messaggio attraverso “Definita puttana: un documentario.” 

Nell’agosto  del 2013, Lindin e la regista Jessica Caimi con successo finanziarono un film sulla gravità del bullismo sessista e dello slut-shaming.

“Ho pensato che parlare agli esperti di cosa sia lo slut-shaming con alcune idee su come possiamo cambiare i nostri sentimenti e le ipotesi”, ha detto Lindin al The Huffington Post. “Si è scoperto che alcune delle donne che mi hanno contattata volevano parlare delle proprie esperienze attraverso un film.

Una donna che ha chiesto di partecipare al documentario è Samantha Gailey Geimer, coinvolta da minore in un caso di stupro da parte di Roman Polanski, nel ’77. “Voleva parlare di cosa vuol dire essere una tredicenne e chiamata “zoccola” nei media da strani adulti”, ha detto Lindin.

Il documentario, attualmente in post-produzione, dispone anche di storie di giovani ragazze spinte al suicidio dallo slut-shaming e un’esplorazione più approfondita di ciò che significa la parola “zoccola” nella nostra società. La squadra è partita a Nuova Scozia per intervistare la famiglia di Rehtaeh Parsons, che si è suicidata dopo che chi l’ha violentata ha diffuso le sue foto scattate durante lo stupro.

Lindin ritiene che sia importante per i giovani di tutti i generi capire solo come l’etichetta “troia”  sia dannosa e che nessuna è immune dal bullismo sessuale.

Scopri di più sul documentario qui.

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