Solidarietà a Pina Picierno contro lo #slutshaming di Salvini

In Francia, tempo fa, è partita una protesta contro l’uso del termine “signorina” rivolto alle donne non coniugate. Le femministe francesi ritengono che ci sia sessista perché rimarca ancora l’importanza per una donna di essere coniugata, cosa che non avviene coi maschi i quali vengono chiamati “signori” già dal compimento della maggiore età, sottolineando il significato generico di “uomini adulti”.

Inoltre, il termine signorina rimarca l’importanza della verginità prematrimoniale della donna e come tale è un termine sessista.

In Italia questa form di sessismo “benevolo” viene ancora considerata come una “cavalleria” da chi ritiene che sia una forma di cavalleria maschile. Così l’onorevole Pina Picierno del Pd si è sentita offesa quando il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, si è rivolto a lei chiamandola “signorina”, quasi voler sottolineare l’importanza del suo stato civile rispetto alla carica che ricopre o al suo nome.

Non è la prima volta che capita in Italia, quante volte le donne vengono prima considerate come femmine e future spose o come mogli di qualcuno e magari sono presidenti, manager ecc..?

Quando Salvini si è lamentato sulla sua pagina Facebook, sentendosi offeso che la Picierno gli ha ricordato che non ci si rivolge ad un politico chiamandola “signorina”, sono piovuti una raffica di commenti sessisti:

salvini

Questo è lo screenshot che riprende alcuni dei commenti. Dunque, l’unico titolo alternativo che si addice ad una donna è quello di troia. O puttana o moglie. E una donna non può reclamare il diritto di essere considerata pari ad un uomo rifiutando di essere relegata in una gabbia rosa. Non può chiedere di essere chiamata col proprio nome, di essere considerata persona. Una donna, dunque, è soltanto una cagna che merita di essere schernita in quanto tale ed è ancora più cagna se donna in politica  o se chiede il diritto di essere trattata come un uomo.

Commenti, scritti anche da donne, che dimostrano quanto ancora ci sia da fare in Italia per colmare il divario sociale tra uomo e donna in termini di percezione delle donne nei contesti pubblici. Ancora una volta si rimarca l’esigenza di sottolineare confine tra le donne rispettabili in relazione allo stato civile (nubile o sposata) che portano e tra tutte le altre, le puttane, “quelle col buco da signora”, le svergognate che hanno osato perdere la verginità prima di sposarsi. 

Non è la prima volta che Salvini incita al sessismo oltre che al razzismo. E’ accaduto contro Greta e Vanessa e recentemente contro la ragazza arrestata e chiamata puttana dagli agenti delle forze dell’ordine.

“Insulti agli “sbirri”, “non c’avete un cazzo da fare”, “possiamo fare sesso selvaggio in cella?”Orgoglioso che la signora non voti Lega”, scrive sulla sua pagina. La ragazza non ha insultato gli agenti ma ha risposto ai loro insulti. Insomma, ancora una volta le donne vengono messe sotto accusa per essersi opposte ad una discriminazione e per aver pronunciato parole che secondo la nostra società non si addicono ad una “signora”.

Perché le brave donne devono accettare il loro ruolo subalterno ed essere considerate le future spose o mogli di qualcuno. O essere vergini e votare Lega.

E’ assolutamente grave che la politica usi hate-speech per incitare alle disuguaglianze sociali e usi il sessismo per smorzare l’autorevolezza femminile dell’opposizione (come è accaduto contro la Boldrini). Ciò è una grave richiesta di subalternanza femminile ad una politica ancora percepita come maschile, perché pubblica.

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