Greta, Vanessa e i leoni da tastiera

Ritorno a parlare di Greta e Vanessa, le due ragazze scomparse in Siria che dopo mesi di silenzio sono ricomparse ma hanno rivelato recentemente di trovarsi in pericolo.

Nei mesi scorsi quando ero parte del collettivo uagdc ci siamo occupate di come i media e soprattutto l’opinone pubblica percepisce le donne coraggiose che sacrificano la propria vita per amore verso il prossimo recandosi fuori dal proprio paese.

Io personalmente ammiro queste ragazze coraggiose e non nascondo che un po’ le invidio. Ammiro il fatto che a soli vent’anni si siano dedicate all’aiuto del prossimo con un coraggio da leone, avventurandosi in un paese in guerra. Perché nonostante ciò gli italiani non sono fieri di Greta e Vanessa?

Sia allora che oggi hanno continuato a ricevere insulti, tweet e articoli offensivi sul loro conto (anche da parte di donne). Il tweet che mi colpì di più fu quello di “con la guerra non si scherza e da bambine è bene che non si giochi alle piccole umanitarie, ma con la barbie”, sintomo di una società dove le donne non devono aspirare altro che fare le donnine di casa o le belline.

Ma anche Greta e Vanessa sono belle e questo è stato il prezzo che ha scatenato l’ondata di odio sessista nei loro confronti. E anche razzismo visto che si sono recate in un paese islamico.

Ma gli stessi islamofobi, che odiano il mondo arabo perché percepito come maschilista, come mai usano lo stesso maschilismo per insultare due giovani ragazze?

image
image

Sono uomini maturi di età che giudicano due ragazze poco più che ventenni e usano lo stesso atroce maschilismo che attribuiscono ad altre culture. Il fatto di essere giovani e belline diventa una colpa e dunque in quanto tali dovrebbero starsene a casa perché si sa che i paesi musulmani sono pericolosi per le donne.

Con questo paternalismo viene sfoderato anche lo stereotipo sessista della donna indifesa bisognosa di tutela, ma dall’altro lato quello della donna sessualmente provocatrice, ragion per cui se le capita qualcosa diventa una stronza. Quante volte viene usata la stessa colpevolizzazione contro le donne violentate o si incoraggia lo stupro?

Dall’altra parte ogni donna che compie una scelta viene percepita come sessuata o provocante verso l’uomo. Dunque una donna che si allontana da casa o dalla sfera domestica viene percepita come una sorta di puttana che va in cerca di sesso o un’oca incosciente che si caccia nei guai. E questi pensieri, attenzione, non provengono da chi obbedisce ai dettami dell’Isis ma da italiani, gli stessi che poi puntano il dito contro gli arabi per il modo in cui tratterebbero le donne che non obbediscono agli uomini.

Commenti al vetriolo diffusi non appena si sapeva la notizia di Greta e Vanessa ancora vive, contro due ragazze che dovrebbero essere premiate come un esempio per gli italiani ma che hanno ricevuto insulti da persone che le hanno giudicate così “perché non fanno volontariato ai tanti italiani bisognosi?” e poi hanno figli che passano il tempo tra un selfie e l’altro con il loro iPhone da ottocento euro. Gente figlia di programmi spazzatura che premiano solo la superficialità. Guai essere la voce fuori dal coro!

Ma oltre i commenti sono comparsi dei meme offensivi che dimostrano come è diffusa l’opinione che le uniche donne che piacciono a molti italiani sessisti sono quelle morte. Così assieme al desiderio di molti italiani di vederle decapitate dall’Isis, ecco che compaiono meme come questo:

bb

ccc

Sono stati creati interi gruppi contro Greta e Vanessa e meme a sfondo sessista come questo e anche peggio. Insomma, secondo molti le due attiviste rapite in Siria sono due puttane e meme come questi, che le rappresentano come prostitute, sono tantissimi. Da notare lo stereotipo sessista che una prostituta da solo bocca e il culo perché le donne serie fanno esclusivamente sesso vaginale.

E non è finita qui perché sono comparsi anche dei meme lesbofobi che le accusano di essere “lesbiche di merda” solo per il fatto di essere due amiche inseparabili.

Memes che Facebook non considera lesivi e che malgrado le varie segnalazioni non ha ritirato dal web. Infatti, molti di questi girano ancora.

Ma islamofobia a parte-quella che ha spinto gli italiani a odiare queste due ragazze-cosa ha spinto ad insultare due giovani donne in questo modo?

Come mai questi insulti non sono stati rivolti contro i maro che invece hanno ricevuto solidarietà malgrado abbiano ucciso i due pescatori? Se sei maschio e hai la divisa in Italia la tua vita vale il doppio. Anche se uccidi due innocenti.

Il maschilismo del nostro Paese è preoccupante e viene fuori ogni volta che qualche giornale riporta una notizia che ha come protagonista una donna. Poco importa se modella, velina, maestra, prostituta, cooperante, turista o vittima di violenza. In quanto donna, verrà sempre accusata di cercare notorietà e protagonismo, perché le vere donne devono vivere nell’ombra e non devono attirare la stampa, anche se nei giornali ci finiscono non di propria volontà.

Dunque, lo stereotipo della donna narcisista e vanitosa viene sempre fuori, assieme a quello della puttana che è tale perché non ha scelto una vita di mamma o soltanto perché ha osato fare turismo o aiutare gli altri fuori dal proprio paese.

Come è successo anche a Gaia, la donna italiana uccisa in Brasile pochi giorni fa.

gaia

ddddcommenti

Il problema di molti è che queste ragazze hanno dimostrato di avere gli attributi che questi leoni da tastiera non hanno. E quando una donna dimostra di avere più attributi di un uomo fa ancora paura. In Italia, non solo in Siria.

Annunci

2 commenti

  1. Assolutamente d’accordo col vostro attacco alla diffusione sessista di certe immagini e commenti che trovo ignobili.Assolutamente d’accordo nell’andare ad aiutare chi sta peggio di noi, che sia in Italia o nel resto del mondo è una scelta del tutto personale, ma sono profondamente in disaccordo nel pagare riscatti per finanziare i terroristi, non si parte così allo sbaraglio senza alcuna esperienza in un paese in piena guerra civile senza un minimo di preparazione, istruzione, addestramento e gavetta, non si va come cooperanti di un gruppo che al suo interno conta solo 3 persone di cui 2 sono le ragazze, questa si chiama incoscienza e ognuno mi dispiace ma è responsabile delle proprie azioni.

    Mi piace

  2. Sì, tutte considerazioni giuste, ma che non vanno al punto. Il punto infatti è un altro. Capire chi le ha mandate in Siria, cioè quale ONG, perché in quell’area, se le ragazze erano al corrente per conto loro dei rischi o se ne erano state messe al corrente dai loro datori di lavoro, chi siano questi ultimi, con che livello di consapevolezza del pericolo operano. Di tutto ciò non si sa niente e non mi pare cosa normale…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...