La “coltellata” dell’egregio signor Melandri

Quando l’attrice si allontana Melandri dice ai suoi amici:
“Certo, se era la mia ragazza e se ne andava da un altro a fare la scema io le davo una coltellata“.

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7 comments

  1. Premettendo che non amo Melandri né come persona, né come pilota, e premettendo che, pur amando il mondo del motociclismo, sono la prima ad ammettere che molti degli uomini che vi appartengono sono degli zotici, piloti in primis: non penso che il “la accoltellerei” sia così grave. Anche me capita spesso di dire “se il mio ragazzo non arriva entro cinque minuti lo strozzo con le mie stesse mani”. Questo non vuol dire che io sia una persona violenta, né che abbia mai pensato di strangolare davvero il mio povero compagno, né che io accetti realmente le manifestazioni di violenza.

    Secondo me, la parte veramente inquietante della frase è un’altra. Mi spaventa infatti molto più il “se la mia ragazza facesse la scema con un altro” del “la accoltellerei”. È la prima parte, non la seconda, quella che trasuda sessismo e misoginia, è la prima che richiama molto più direttamente al femminicidio e alla violenza, non la seconda, a parer mio.
    Se infatti come ho già detto il “la accoltellerei” vale quanto il mio “lo strozzerei” o il “mia madre mi ammazza”, il “se la mia ragazza facesse la scema con un altro” vale inequivocabilmente come una dichiarazione di proprietà sull’altra persona (in questo caso donna, ma sarebbe potuto anche essere un uomo, sarebbe stato altrettanto grave). Tale persona viene infatti giudicata per il suo approcciarsi all’altro sesso, e per questo condannata. Condannata perché “appartiene” a qualcun altro, non è, come dovrebbe essere, un individuo libero che frequenta chi vuole, se è impegnata il compagno ha il dovere e il diritto di tenerla sotto chiave. Questo mi disgusta.
    Se poi il nostro bel signore considera il “fare la scema” l’approcciarsi ad un vip, il problema raddoppia, perché si giudica immorale anche il naturale entusiasmo manifestato verso un idolo.
    Dunque per me questa frase non è tanto espressione dell’embrione del femminicidio, quanto della ormai radicata considerazione del compagno (o, più spesso, della compagna) come di un oggetto che ti appartiene. Che poi da qui nascano fenomeni come il femminicidio stesso è vero, ma in un secondo momento.

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    • Io penso che la tv essendo un mezzo di comunicazione dovrebbe stare attenta a non veicolare certi messaggi che sebbene possano sembrare modi di dire molte delle volte di rivelano giustificazioni verso fenomeni di violenza.

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    • Se non vuoi vincoli cosa ti fidanzi a fare?Vuoi essere fidanzata e allo stesso tempo libera di volare di fiore in fiore?Se vuoi fare quello che vuoi e non rendere conto a nessuno la soluzione è semplice, rimani single o trovati qualcuno disposto ad una coppia aperta.
      Io stessa al mio ragazzo dico che se fa lo scemo con le altre gli taglio gli attributi, ma mica lo faccio davvero.

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      • Non capisco questi interventi sterili (che pubblico lo stesso per democrazia).
        Qui si parla del fatto che in una televisione, ossia in un medium, viene fatto passare un messaggio del genere in un paese in cui il numero dei femminicidi è molto alto. Senza pensare le dietrologie culturali attorno a questo: se un uomo fidanzato tradisce o “vola in fiore o in fiore” non viene riprovato dalla società e il numero degli uomini uccisi, per questa ragione, sono molto bassi. Quando una donna tradisce la riprovazione sociale è doppia e l’idea che punire una donna che ha quel comportamento, anche con l’uso della violenza, è fortemente sostenuto. Quindi la televisione dovrebbe imparare a non far passare certi messaggi, a diffondere una cultura paritaria e condannare la violenza di genere. Anche perché non sappiamo se quella “battuta” è stata detta come modo di dire. Sai quanti uomini lo dicono e poi ammazzano sul serio?

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      • Io trovo riprovevole sia un uomo che tradisce sia una donna che tradisce, sembra quasi che visto che la società è più benevola nei confronti degli uomini che tradiscono allora voglio sentirmi autorizzata a tradire senza venire giudicata.Guardate che tradire non è una cosa bella, leggendo i commenti sembra quasi che non lo facciate per le critiche della gente e che se fosse moralmente accettato allora ci daremmo tutti alla pazza gioia, saró all’antica ma mi piace ancora credere nel valore della fedeltà, sia dell’uomo verso la donna che della donna verso l’uomo, a volte mi sembra di leggere tra le righe una propaganda a cornificare.Io sempre in televisione in fiction, film e trasmissioni sento sempre dire “mia mamma mi ammazza” “se fai tardi ti ammazzo” “se ti vedo fumare ti ammazzo” tra mamme e figli/e eppure io non ci trovo nessun collegamento con i casi di infanticidi ma magari è un limite mio, secondo me sono altre le cause che portano agli omicidi e su cui dovremmo lavorare, primo fra tutti la parità sul lavoro, non esiste che nel 2015 ci siano ancora lavori solo per uomini e che a parità di produttività i salari siano così diversi.Questa è solo la mia opinione, non pretendo sia quella giusta ma grazie per avermela fatta esprimere.

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      • Oddio, qui non mi sembra si stia inneggiando al tradimento, che, sono d’accordo, è sbagliato ed irrispettoso. Io personalmente critico l’atteggiamento possessivo di Melandri, che se avesse la donna le impedirebbe di approcciarsi ad altri uomini (non mi sembra infatti che la ragazza abbia avuto atteggiamenti equivoci: il “fare la scema” corrisponde in questo caso solo ad approcciarsi ad un altro uomo e a parlargli con concitazione – il che mi sembra anche normale, trattandosi perdippiù, nella “commedia”, del suo idolo).
        Non capisco poi perché l’essere fidanzato dovrebbe limitare la tua libertà: certo, a meno di non trovarsi, come hai detto tu, in una coppia aperta, avere rapporti con altre persone è sbagliato. Ma parlare con persone dello stesso sesso, come in questo caso? Io sono fidanzata da tempo, eppure il mio ragazzo non mi ha mai impedito di parlare con altri uomini, di abbracciarli, di lasciarmi prendere in braccio da loro. E non si è scomposto affatto quando ho incontrato Andrea Dovizioso, Marc Marquez e Valentino Rossi (tanto per restare in tema), quando ho chiesto loro autografi e mi sono fatta con loro foto in cui li abbracciavo. Allo stesso modo non mi scomporrei io se lui incontrasse una sua idola, così come.ora non ho alcun problema quando alle feste balla con altre ragazze che conosce, ad esempio.
        Approcciarsi non vuol dire tradire, come Melandri sembra invece intendere.
        Sono d’accordo però con te sulla poca rilevanza del “la accoltellerei”. È il resto della frase che veicola un messaggio sbagliato, più che quest’ultima affermazione iperbolica. Secondo me.

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      • La frase di Melandri riflette la cultura italiana molto integralista che tende a segregare i due generi e reprimere il comportamento femminile per cui ogni approccio che una donna ha con un uomo viene inteso ancora oggi da molti uomini italiani come se fosse un approccio sessuale, soprattutto gli approcci scherzosi. Melandri poi sicuramente è un uomo circondato da tante belle donne e dovrebbe essere più open mind, il problema è che la cultura uomo che ha tante donne=figo e la donna che fa altrettanto=puttana è fortissima. Ma non è solo una questione di sesso. Anche gli approcci non sessuati tra donne e uomini sono visti molto male per cui le donne che scherzano con i maschi vengono considerate oche. Per questo che le donne hanno innalzato un muro di separazione dagli uomini sconosciuti e per questo vengono spesso criticate con superficialità come quelle che se la tirano senza poi esaminare il contesto in cui vivono, dove ogni approccio con un uomo viene interpretato come una provocazione sessuale pena la nomea di ragazza facile, dove chiunque è autorizzato a provarci. Quello che voglio dire è che sembriamo moderni dal modo in cui ci vestiamo, dal fatto che a differenza di molte culture il corpo nudo o seminudo non fa più scalpore ma vedo molte analogie tra la cultura cattolica e italiana e molte società mussulmane integraliste. Se poi consideriamo che l’atteggiamento “menoso” di molte ragazze è condizionato dal fatto che non sono abituate già da bambine a giocare con i maschi perché i genitori le raccomandavano quanto fosse innaturale, poco femminile e inconveniente (sia dal punto di vista morale che dal fatto che alcuni giochi dei maschi sono percepiti come pericolosi e inadatti alle femmine viste come esseri deboli).

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