Sapientino, non sulla pelle de* bambin*! #fuoridallegabbie

Mentre nei cataloghi del nord Europa bambine e bambini giocano con gli stessi giocattoli indipendentemente dal genere, in Italia i negozi e i centri commerciali dividono le sezioni dei giocattoli per genere e gli spot televisivi che vanno in onda per promuovere quello che i genitori devono mettere sotto l’albero dei piccol* sono questi:

Questo è lo spot di Sapientino, di cui ne ho parlato anche altre volte per la tendenza a realizzare spot sessisti e prodotti divisi per genere, dove alle bambine viene rivolta una versione “femminile” di Sapientino con bambole, bamboline e temi che riguardano la bellezza.

Questi spot sono davvero pericolosissimi perché veicolano l’idea che il genio creativo e la tecnologia è riservata solo ai maschietti e questa cultura quando si insidia nella testa dei più giovani è veramente dannosa poiché educa a considerare il genere maschile superiore a quello femminile e relegare le donne ad un ruolo subalterno, relegato all’apparire.

Dunque se al bambino è rivolto l’uso di apparecchi elettronici, smanettare e risolvere enigmi ed essere creativo, alle bambine è richiesto sfilare per loro, mostrarsi sempre belle, sorridenti, carine, servili e anche un po’ sciocche.

Come le proprie mamme. Sì perché le bambine devono essere come le loro mamme, l’unica cosa a cui devono aspirare, oltre ad essere belle, è servire la famiglia. Essere madri e mogli.

Nello spot del mappamondo fratello e sorella giocano assieme ma non sfugge il particolare in cui la bambina si mostra come una geisha e che alla fine verrà “sostituita” dalla madre accondiscendente e seducente che porta la merenda ad entrambi. E’ chiaro che non è un caso. E’ molto grave veicolare l’idea che le bambine devono essere sottomesse ai maschietti e sempre appetibili.

In un Paese piagato dal fenomeno del femminicidio è preoccupante continuare a veicolare, attraverso i media, stereotipi così sessisti soprattutto se rivolti a bambini piccoli che a causa della propria età non hanno sviluppato una capacità critica nel criticare uno spot.

In due spot è questa la lezione che viene impartita ai bambini e ai loro genitori. Le femmine sono le future donne-oggetto o mamme, quindi non è opportuno regalare loro il Sapientino. Quello è destinato ai loro fratellini.

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Un commento

  1. Sono contenta di trovare un articolo che parla di queste cose, vorrei che questi argomenti trovassero più spazio, vorrei trovare un modo per far si che si discutesse di più e a tutti i livelli d’informazione di questo problema gravissimo, vorrei trovare un modo per boicottare queste aziende che continuano ad arricchirsi sulla pelle delle bambine e dei bambini, bambine e bambini che poi saranno donne e uomini. Scrivo a fatica perché la rabbia e lo sdegno sono forti quindi mi scuso se i miei pensieri non seguiranno sempre un filo logico. Sono una donna che ha deciso di non avere figli, per cui potrei anche lasciare che queste cose mi scorrano addosso, ma ho due nipoti una di due anni e mezzo e una di pochi mesi e vorrei per loro un futuro migliore e lo vorrei per tutte le bambine di oggi, perchè fa male vedere come nel 2015 la condizione della donna sia addirittura peggiorata rispetto a quando ero bambina io. Io mi sento responsabile, perché forse ho chiuso gli occhi, perchè forse ho lasciato correre, e chiedo scusa per questo, ma mi sento anche impotente. Sono impotente persino nei confronti delle mie nipoti, perchè per quanto mi sforzi di parlare con i loro genitori, a volte vengo presa per una pazza esaltata, altre per una che vuole ficcanasare nell’ educazione dei figli degli altri. Spesso mi sono sentita dire ” perché non fai figli tu, così te li cresci come ti pare”, che sottintende: fatti gli affari tuoi e smettila di rompere. E a volte sono tentata di farlo, ma la rabbia che provo me lo impedisce. Di tutte le amiche che ho e che hanno figli, solo una la pensa come me e si sforza di crescere i propri figli liberi dagli stereotipi che la nostra società impone. Tutte le altre trovano normale ricevere in casa volantini odiosi in cui su pagine rosa vengono pubblicizzati giocattoli “adatti” alle bambine, bambolotti di ogni tipo ( che ridono, che piangono, che stanno male ma tutti accomunati da un unico bisogno “le cure della loro mamma” perché ovviamente ai papà non compete né sarebbero capaci), culle, passeggini, cucine strabordanti di pentoline, assi da stiro con annessi ferri, lavatrici, lavastoviglie e carrelli per la spesa con tanto di registratore di cassa ( è importante che imparino subito a prendere dimestichezza con certi aggeggi perché la brava massaia non si fa fregare!),e, massimo dei minimi, un kit per la pulizia della casa composto da scopa, spazzolone, secchio stracci tutti marchiati “vileda” perché bisogna indirizzarle fin da piccole verso ” l’ acquisto migliore”!!!!. Inutile dire che il colore che prevale su tutti è il rosa. Nelle pagine dedicate ai bambini ( sulle quali guarda caso non è l’ azzurro a prevalere) ci sono le costruzioni, di ogni genere e forma, piste per le macchinine, pistole ad acqua e non, macchine telecomandate, un tavolo da lavoro con arnesi per il “fai da te” e altre diavolerie che però dicono tutte la stessa cosa: il bambino, cioè l’uomo non si deve occupare della casa ( se non per aggiustare le cose) e può dare ampio sfogo alla sua “indole” fantasiosa, impavida e rude ( non deve chiedere mai!). Più avanti uno spazio dedicato alle bambine un po’ più ” grandicelle” con trucchi, gioielli, fermagli per capelli sempre rigorosamente rosa, perchè devono imparare subito a farsi belle (per l’uomo ovviamente). Le mie amiche trovano normale anche entrare in negozi per giocattoli in cui gli scaffali sono rigorosamente divisi per GENERE, o assistere ad una penosa scena alla cassa in cui una cassiera si permetteva di rimproverare affettuosamente una bimba piccola, che sapeva a mala pena parlare e che, accompagnata dalla nonna, aveva scelto una macchina della polizia, giocattolo che ” è da bambino e non si addice assolutamente ad una bimba”. Ahi, ahi, ahi, nonna, nonna….la bimba è piccola e può sbagliare, ma tu, come hai potuto permettere che comprasse una macchina della polizia!
    E poi la cosa più umiliante di tutte, il sapientino per bambini e per bambine! Come asserire che esistono due tipi di intelligenza, due modi diversi di imparare e ovviamente contenuti diversi. La cosa per me è gravissima!! E pensare che si definiscono giochi dal valore altamente educativo!! Sono veramente disgustata, dovremmo spingere affinché questi giochi fossero ritirarti dal commercio con tanto di scuse!
    Ma il Ministero delle pari opportunità che cavolo ci sta a fare??
    Quale sarà il prossimo passo? Torneremo alle scuole separate con classi di soli bambini cui si insegnerà fisica, chimica, matematica ecc. E classi di sole bambine cui si insegnerà economia domestica??
    Vi giuro che mi viene da piangere!
    Mi scuso per essere stata così prolissa ma avevo bisogno di sfogarmi.
    Grazie

    Mi piace

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