“Tanto sono solo donne” #WeNeedFeminism

Sono tanti quelli che snobbano le femministe con la solita retorica che tanto in Italia la parità è stata raggiunta. Non sono solo le classifiche prodotte dalle accurate ricerche del Wef a dimostrare quanto in Italia la parità sia ancora un miraggio.

Sono le storie quotidiane a ricordare ogni giorno che l’Italia non è un paese per donne. In Svizzera una donna diventa presidentessa del Cern. E’ italiana e questo dimostra come le donne italiane siano in gamba e incontrino meno ostacoli quando varcano il confine nazionale.

Le donne italiane, dunque, fanno carriera, ma solo fuori dal loro Paese, arrivando al Cern e perfino alla Nasa.

Nessuno si ferma al fatto che siano donne. Fuori i confini nazionali nessuno si sognerebbe nemmeno di pensare che le donne raggiungono posizioni di vertice solo grazie a favori sessuali. Questa è una delle infelici frasi che ho sentito quando si è saputo della carica di Fabiola Giannotti al Cern. Ma nemmeno sarebbe obbligatorio per una donna scendere a compromessi sessuali, essere single, essere nullipare o essere carine per fare carriera. O mostrare le tette per divulgare la scienza.

Altrove i pregiudizi e le discriminazioni in base al genere sono meno forti e le italiane lo sanno. Non è un caso se sono tante le donne italiane che all’estero fanno successo in tutti i campi.

Anche in quelli sportivi.

Quando si parla di donne e discriminazioni sportive in Italia lo si fa guardando alla condizione delle donne dei paesi mediorientali. Costrette a indossare divise che le coprono completamente, oppure messe da parte da divieti espliciti di praticare qualsiasi disciplina sportiva.

Dell’Italia non si parla. Meglio far vedere che qui le donne hanno raggiunto molti diritti ma nascondere invece che non hanno le stesse opportunità degli uomini.

Ho già parlato della condizione delle donne italiane nello sport, tra precarietà, discriminazioni e pochi incentivi. Notiamo già dai giornali sportivi come si parla delle donne sportive. Delle donne sportive interessa solo se hanno un bel fisico o se incarnano il sogno erotico dei tifosi. Pochi giornali si concentrano sulle loro qualità.

Tanto sono solo donne. E questa non è certo una frase che ci starebbe bene pensando a come le donne sono rappresentate o discriminate nello sport. Purtroppo è stata pronunciata sul serio da un dirigente sportivo.

Il vicepresidente di Calcio Femminile, Maurizio Giraudo, annuncia quelle tristi parole:

“E’ davvero inaccettabile che si sia detto una cosa simile, e lo dico da maschio, che si è avvicinato a questa squadra in rosa con non poca diffidenza, fin da quando mia figlia mi ha chiesto di poter giocare a calcio. Queste ragazze – prosegue Giraudo – non hanno nulla da togliere ai maschi, anzi. In questa squadra ho ritrovato il calcio vero, dove quello che conta è il gioco bello e corretto, con gli applausi degli spettatori anche alla squadra avversaria quando gioca bene. Non ha importanza se sabato giocheremo sul campo sintetico – prosegue il vicepresidente – perché siamo abituati a giocare combattendo mille difficoltà. Non è questo il problema.

Lo spostamento dal Paschiero è un brutto segnale che viene lanciato contro ragazze e ragazzine che si allenano seriamente e credono in quello che fanno e del resto si vede dai risultati raggiunti. Forse si dimentica troppo spesso che la squadra femminile di Cuneo è in serie A. Ci sono giocatrici che arrivano da Sanremo, Genova, Torino e non perdono un allenamento a Cuneo e lo fanno non certo per denaro ma per passione. Essere sfrattati, etichettati con quella frase infelice fa male allo sport, fa male a Cuneo e demoralizza le giocatrici. 

Come vicepresidente sono molto rammaricato per quanto successo ma voglio dire alle giocatrici, soprattutto a quelle del settore giovanile, che la società sarà sempre al loro fianco per combattere certi stereotipi che non fanno onore a nessuno”.

A Cuneo accade che le giocatrici Calcio Femminile sono state sfrattate dal Paschiero, dove dovevano giocare la loro partita perché quel campo serviva alla squadra maschile che ha anticipato senza preavviso la partita.  L’AC Cuneo 1905 senza alcuna considerazione con un accordo scritto, vidimato dal Comune di Cuneo.

Poco importa se la squadra femminile gioca in serie A, sfidando le squadre migliori d’Italia (doveva sfidare il Verona), con tanto di giocatrici che militano nella Nazionale.

Quella frase è stata pronunciata per giustificare l’eventuale spostamento della partita che il Cuneo calcio femminile giocherà contro il Verona, sabato prossimo. Diventata ora un grido di battaglia per le donne.

Si legge QUI

Ricordiamo per chi non segue il calcio femminile, che il Verona è una delle squadre più forti del campionato italiano femminile, dove giocano le due attaccanti più rappresentative della Nazionale Italiana, nonché una capitano Patrizia Panico – 200 presenze in Nazionale –  e Melania Gabbiadini, sorella del giocatore della Sampdoria, Manolo, con 100 presenze in Nazionale.

Essere dirottati sul campo sintetico – la cui tribuna ospita 100 spettatori e non è coperta, contando che mediamente in queste due prime partite hanno visto la partita circa 300 spettatori: 380 con il Brescia, 300 con la Torres – si capisce che è denigrante non solo per le giocatrici del Cuneo ma anche per l’intera città che ospita una squadra di così alto livello.

 

 

Si vergogni l’AC Cuneo 1905, si vergogni anche il comune di Cuneo che con la sua connivenza ha commesso una grave discriminazione e questo è intollerabile da parte di un’istituzione pubblica.

Questa è l’ennesima testimonianza di come le donne in Italia siano considerate a tutti gli effetti degli esseri inferiori. Perché abbiamo bisogno di femminismo per porre fine a queste vere e proprie discriminazioni #WeNeedFeminism.

Se volete unirvi alla protesta vi chiedo se potete partecipare a questa mailbombing:

federico.borgna@comune.cuneo.it e all’assessore alla pari opportunità gabriella.roseo@comune.cuneo.it

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2 comments

  1. Mentre la FIFA e l’UEFA, squalificano un dirigente italiano per frasi razziste, noi in Italia cosa facciamo? Lo nominiamo presidente della FGCI.
    http://www.gazzetta.it/Calcio/05-11-2014/dopo-uefa-anche-fifa-sanziona-tavecchio-razzismo-90948226033.shtml
    In pratica abbiamo un presidente che non può rappresentare l’Italia fuori dai confini Italiani, perché è squalificato.. in compenso abbiamo anche allenatori che fanno queste affermazioni. http://www.agi.it/sport/notizie/calcio_niente_checche_in_campo_allenatore_arezzo_nella_bufera-201411032237-spr-rt10235
    Ci sarebbe da ridere se non da piangere…

    Mi piace

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