Le donne perbene non si dovrebbero masturbare #wewantsex

Risale a fine ottocento l’invenzione del vibratore, usato allora per curare l’isteria, malattia considerata femminile. Solo negli ultimi anni il vibratore è diventato uno strumento per il piacere personale.

Lo si vede tranquillamente nei film americani anche in mano a liceali che ne parlano senza problemi o tabù. Nei giornali di target femminile appariva pubblicizzato per “massaggi” senza specificare che fossero intimi, ma con l’avvento del porno e della “mercificazione femminile” quando ormai tutti sapevano la loro utilità sono spariti dai cataloghi e tornati ad essere tabù.

Tuttavia, mentre le colleghe americane, tedesche e nordeuropee portano con se nella borsetta vibratori e altri oggetti per prendersi cura del proprio piacere il cui uso è appreso come un oggetto “fashion” dal cinema d’oltre oceano, le italiane vivono ancora l’autoerotismo come se fosse una colpa, spinte a negare il piacere da un contesto che parla dell’autoerotismo e dei sex toys con molte smorfie di sdegno.

A Palermo, settimane fa, in un convegno medico sulla salute delle donne un’azienda farmaceutica ha esposto prodotti per stimolare il piacere femminile, oggetti “per prevenire disturbi nella zona pelvica”.

Ma il presidente dell’Assemblea siciliana, Giovanni Ardizzone (Udc) si è fortemente scandalizzato minacciando di rivolgersi alla magistratura: “Abbiamo autorizzato – dice – soltanto un convegno medico d’alto profilo scientifico, mentre si è abusato della nostra disponibilità, creando un grave danno all’immagine del Parlamento siciliano. Nessuno ha mai autorizzato l’esposizione di prodotti commerciali”. Intollerabile, per il deputato questore Paolo Ruggirello, il fatto che i sex toys fossero “alla vista di tutti, anche dei turisti che visitano il palazzo”.

Già perché la salute femminile in Italia mai e poi mai può passare anche attraverso la sua sessualità, la soddisfazione del piacere sessuale. Mai e poi mai le donne dovrebbero pensare alla loro salute sessuale!

Sulla negazione del piacere femminile ne ho parlato parecchio.

E’ impossibile non parlare di una cultura bigotta e maschilista-ancora radicata in Italia-dietro lo scandalo che ha coinvolto l’esposizione dei prodotti destinati alla sessualità femminile.

Tempo fa parlavo del tabù italiano della masturbazione femminile. Considerata alla stregua di qualcosa da “ninfomane”, “ragazza facile” o da coloro che non trovano un fidanzato, perché guai a pensare la sessualità femminile al di fuori di una coppia stabile ed eterosessuale!

Reazioni che sono motivate dal contesto clerico-patriarcale che si respira ancora in Italia, lo stesso che poi ti nega la pillola del giorno dopo o l’interruzione volontaria di gravidanza. Lo stesso che poi giustifica o assolve gli stupratori accusandoti di averli provocati perché il maschio è legittimato ad avere diritto a usufruire di quel “giardino segreto” che a te è negato.

Lo stesso contesto che ti etichetta come una troia se tu hai voglia di avere rapporti sessuali con chi non è il tuo fidanzato/marito o con chi vuoi tu o quando vuoi tu. Lo stesso che colpevolizza le donne che non “si concedono” ai loro mariti o fidanzati per dovere. Lo stesso che non si scandalizza per l’uso del corpo femminile sui media e  di quegli uomini vanno con le prostitute, spesso vittime di coercizione, perché con le prostitute ci vanno anche i politici, gli stessi che poi si scandalizzano a pensare ad una delle proprie donne che si trastulla trallallero trallallà con il suo vibratore tra le cosce.

Perché le donne devono essere asessuate e strumentali al piacere maschile, al dovere coniugale, alle finalità procreative, all’eterosessualità obbligatoria.

Ma dove erano i bachettoni quando alcuni membri politici alla Regione Sicilia organizzavano viaggi e incontri con escort con i soldi dei cittadini?

Il contesto italiano, in materia sessuale, ricorda a grandi linee quello che accadeva durante l’epoca vittoriana. Le donne erano relegate al ruolo di madri e mogli mentre i mariti avevano diritto a sfogarsi con le prostitute.

Sono infatti dieci milioni gli italiani che incrementano lo sfruttamento sessuale rivolgendosi a prestazioni sessuali a pagamento. Sulla sessualità femminile c’è ancora una costruzione catto-maschilista che relega essa al dovere coniugale cui ogni moglie dovrebbe concedere al marito.

Numerosi studi tracciano a grandi linee cosa accade sotto le lenzuola delle coppie italiane eterosessuali. Uno studio del 2011 realizzato dal centro “Donne e Qualità della vita”  ha rilevato quanto le mogli italiane siano più insoddisfatte rispetto alle loro colleghe europee. Il loro tasso di insoddisfazione è pari al 76%, con un aumento del 2,5% rispetto al 2010, più delle spagnole (63%), le francesi (57%) e le inglesi (51%).  Il tasso di insoddisfazione delle italiane è da attribuirsi all’abbassamento del potere di acquisto (46%), al marito poco attento che non aiuta in casa (18%) e alla mancanza di dialogo con il partner (17%).

Schiacciate nel ruolo di mogli con meno tempo libero delle altre donne europee, le italiane soffrono più spesso una condizione di oppressione che peggiora la loro qualità della vita.

Non sono rari i racconti di donne che fingono l’orgasmo, perché troppe volte tantissime sono più preoccupate di non deludere le aspettative del partner e di non sminuire la sua virilità, molto probabilmente succubi di un’educazione sessuale carente, inesistente o troppo fallocentrica, appresa fin dalla prima infanzia. Quando invece qualcuna si imbatte in una relazione extraconiugale viene biasimata maggiormente di un uomo fedifrago e se “vittima” dell’infedeltà del marito viene fortemente colpevolizzata, soprattutto se non lo perdona.

Numerose pubblicità che hanno cercato, anche attraverso l’ironia, di parlare della masturbazione femminile sono state bloccate tempestivamente. Da uno spot del 1998 ad uno più recente di Desigual.

Questo questo clamore mentre attraverso lo stesso “veicolo” ogni giorno viene fatta passare come lecita la rappresentazione della donna come un oggetto sessuale da usare dall’uomo come un giocattolo.

Perché privare le donne del diritto di avere un vibratore, di masturbarsi? E’ scientificamente provato che le donne che si masturbano sono anche più soddisfatte sessualmente nella coppia perché conoscono maggiormente il loro corpo rispetto a chi non lo fa.

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6 comments

  1. Sono tornata da poco dal Belgio, dove i sex-toys sono tranquillamente esposti, nelle vetrine delle farmacie.. “alla vista di tutti, anche dei turisti”.. Per i consiglieri regionali, della Sicilia, ma non starei a fare distinzione regionale, perché quelli del Veneto o della Lombardia non mi sembrano diversi, per loro non c’è contraddizione, nell’andare con le escort, perché sono unicamente dedite al piacere maschile.. è il piacere femminile, che fa paura, che non è mai stato lecito. Su questo c’è un libro interessante di Marilyn French, “La guerra contro le donne” (Rizzoli 1993)
    http://www.amazon.it/guerra-contro-donne-Marilyn-French/dp/8817842354

    All’inizi dell’ottocento, gli uomini e il mondo scientifico iniziano a fare una particolare guerra alle donne. Prima si stabilisce che la masturbazione femminile, l’orgasmo femminile, la ninfomania e lesbismo, sono delle “devianze sessuali”, poi si propone come cura risolutiva la “clitoridectomia”, cioè; la rimozione chirurgica del clitoride totale o parziale.
    La teoria era molto semplice; se una si masturba, si creano due condizioni, una clitoride ipertrofica, e una dipendenza al piacere, quindi sarebbe diventata o ninfomane oppure lesbica.
    Nel 1867, furono scientificamente considerate infondate le motivazioni della clitoridectomia, ma è stata praticata per più di un secolo.. solo nella metà anni 80 del novecento, è stata vietata e considerata come mutilazione genitale in pratica quello che è, un reato contro la persona..
    Me ne sono occupata, anche se in maniera un po’ frettolosa qui: http://bccida.wordpress.com/2014/05/01/invenzioni-e-inventori/
    Altra cosa interessante, che non esistono dati, non sappiamo con certezza, quante donne sono state sottoposte alla clitoridectomia, si parla di milioni, ma non esiste nessun dato ufficiale a testimoniare o a smentire..

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  2. Parole sante!
    Ma limitando il discorso alla sola masturbazione, temo che gli uomii non se la passino meglio: la sessuofobia miete vittime. Puoi provocare un forte imbarazzo in una combicola di “maschi” solo parlando di masturbazione e del fatto che tutti lo fanno – anche loro.

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    • però ai maschi viene più facile a parlarne tra amici anche se è vero he ci sono pregiudizi pure sugli uomini che si masturbano e pesa molto l’aggettivo di sfigato, mentre però la donna viene considerata pure troia ed è per questo che ha maggiore imbarazzo pure con lo stesso sesso a discuterne.

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      • Gli ultimi ricordi che ho, circa il parlare di mastrubazione con delle donne, risalgono alla pubertà. Quindi mi fido. Ripetto ai “maschietti”, nella mia esperienza (che riguarda solo me ovvio, magari altri non fanno che parlarne) la masturbazione è un argomento imbarazzante: se “ti tiri le seghe” per parlare come il popolo parla, sei uno sfigato. IMHO il discorso è più ampio, purtroppo, e riguarda la generale sessuofobia, con tutte le aggravanti e le attenuanti che il maschilismo riserva ai due generi…

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  3. Paradossalmente, nella mia seppur limitata esperienza, io ho sempre avuto molti più problemi a parlare di queste cose con le altre donne che non con gli uomini. Forse perché molte ragazze che ho conosciuto evitavano l’argomento nel timore di essere giudicate, forse perché molte donne purtroppo ancora interpretano l’autoerotismo come qualcosa di negativo ed affermano con un certo orgoglio di non praticarlo, zittendo così le altre che si sentono imbarazzate, fatto sta che di masturbazione, fra donne, se ne parla pochissimo, e quando si accenna l’argomento si ammutolisce subito con un certo imbarazzo.
    Molto diversa la situazione con gli uomini. Con i miei amici maschi se ne parla spesso e con assoluta tranquillità. Non mi hanno mai né offesa né giudicata per le mie considerazioni ed esperienze, anzi, le vedevano come perfettamente normali, tali e quali alle loro. L’unico fatto che li ha sorpresi è stato, piuttosto, il fatto che a non scandalizzarmi sia stata proprio io: mi hanno spesso detto, “sei l’unica con cui si può parlare di certe cose. Le altre ragazze se ci provi si imbarazzano…”. Questo ha portato spesso a dei problemi fra loro e le loro eventuali partner, le quali si chiudono a riccio ed evitano l’argomento quando si presenta. “Ma come faccio poi a soddisfarla io se non so cosa le piace?”, mi hanno spesso confidato i miei amici.

    Questo mi fa molto riflettere. Ci hanno abituate a tal punto a vergognarci di noi stesse che ormai non riusciamo neppure più ad aprirci con chi ci sostiene. Siamo davvero convinte di star facendo qualcosa di male. Dovremmo lavorare sodo per scardinare quest’idea non solo dalla società, ma soprattutto da noi stesse.

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    • I maschi spesso cascano sul pero pensando che le donne non si masturbino e allora sono curiosi. Sul serio. Pensano che “certe cose” le facciano solo loro e le donne aspettino a condividerle col partner. Purtorppo però questo è anche incentivato dalle donne che per non passare per porche dicono che non si sono mai toccate. Ma io le capisco perchè purtroppo dire “io mi masturbo” genera battutine da parte di alcuni ragazzi idioti se non vere e proprie molestie sessuali. Adirittura io conosco chi mi chiese “ti piace il cazzo” ma devvero molti non sanno che le donne il sesso lo fanno per piacere. Credo che queste cose si supereranno solo se nelle scuole e nelle famiglie si parlerà di educazione sessuale improntata non solo su come prevenire le malattie e gravidanze (anche su questo si fa poco in italia) ma anche sulla parità di genere.
      Purtroppo la magigor parte delle incopatibilità sessuali nelle coppie e dei problemi sessuali della partner donna devono proprio a questa cultura bigotta e sessista. C’è anche poco impegno da parte di certi uomini a venire incontro alla partner e cercare di non intimorirla ma c’è anche un problema da parte delle donne proprio culturale.

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