Il bullismo è una violazione dei diritti umani

Questo blog ha tra i suoi temi fondamentali anche il fenomeno del bullismo. Ho deciso di creare una rubrica fissa poiché io ne fui vittima in passato. Subendolo sulla mia pelle ho capito che ciò non può essere definito una ragazzata ma bensì una violenza alla pari delle altre a cui mi occupo e a cui mi sono sempre occupata su questo blog.

Ricordo l’odore di quelle aule che mi stavano anguste. Ricordo perfettamente l’indifferenza di chi mi stava attorno. I professori vedevano ma facevano finta che non succedesse nulla. Per loro era più forte la voglia di non dimostrare un loro fallimento nella loro impossibilità di placare quel fenomeno.

Quasi ogni giorno erano scherzi pesanti, insulti, schiaffi, pugni, calci ma soprattutto insulti e isolamento. Non avevo molti amici e questo mi faceva soffrire. Mi sentivo una nullità perché da adolescenti conta molto avere degli amici. Se non hai degli amici sei considerato un emerito sfigato.

Ancora oggi mi porto i segni del mio passato come un grosso macigno che comprime la mia anima.

Il bullismo è un fenomeno talmente diffuso che almeno una volta nella vita tutti lo hanno subito. Esso è la concretizzazione, mediante azioni di violenza e discriminazioni, di pregiudizi nati dalla presenza di stereotipi annidati in una data cultura.

Credo che questo blog dovrebbe parlare anche di bullismo, ritenendo esso un fenomeno correlato ad altre forme di violenza.

L’essere “diversi” dalla massa o da come le norme sociali impongono è spesso una delle motivazioni che vittimizzano una persona.

A Napoli un ragazzino di 14 anni è stato stuprato e ridotto in fin di vita perché grasso. L’essere grasso era una sua colpa principale e l’umiliazione fisica e sessuale da parte dei bulli una sorta di punizione “per riportarlo” a conformarsi alle regole sociali imposte.

Lo stupro come arma di umiliazione. Non sono le stesse modalità condivise dentro un contesto patriarcale e omofobico? Usare il bullismo per dimostrare in qualche modo di essere virili.

Se una ragazza viene presa di mira perché non è bella non è causa di luoghi comuni e norme sociali imposte sulle donne, le quali ci vogliono belle, sexy e attraenti?

Se un ragazzo viene preso in giro perché è omosessuale non è a causa della presenza omofoba di un dato contesto e quindi, la vittima, sta violando un codice morale che impone certi stereotipi sull’uomo?

Allo stesso modo le ragazze vengono prese di mira quando sono più attraenti (o meno) o quando non si adeguano al codice morale che le vuole sessualmente passive. “Troia” infatti è uno degli insulti più gettonati contro le vittime di bullismo. Allo stesso modo vengono prese di mira quelle ragazze che hanno avuto molti partner sessuali.

Però non tutte le azioni di bullismo derivano da stereotipi di genere molte volte nascono dall’invidia, molte altre dal nulla. Ma c’è da dire che una buona parte vengono da lì e allora il mio compito principale è rompere il muro dei pregiudizi che portano al fenomeno del bullismo quali spesso sono:

Motivazioni razziali

Motivazioni omofobiche

Motivazioni sessiste

Dunque esaminando alcuni casi famosi accaduti nel nostro Paese rileviamo che:

Carolina Picchio, 14enne, si gettò dal balcone di casa sua perché i suoi coetanei la etichettarono come troia e la insultavano dopo che durante una festa è stata violentata e filmata;

Andrea (del quale non conosciamo il cognome) si è impiccato perché a scuola lo prendevano in giro a causa della sua presunta omosessualità;

Nadia (della quale non conosciamo il cognome) si lancia da un palazzo dopo aver ricevuto insulti su Ask per via del suo aspetto estetico ritenuto poco avvenente.

I ragazzi gay o considerati effeminati e le ragazze che hanno avuto più di un partner sono esposti doppiamente al rischio di subire bullismo. Bullismo più pesante e violento, spesso fisico (come aggressioni sessuali o botte).

Alle ragazze considerate brutte viene proferito spesso l’ordine di ammazzarsi in quanto la “inadeguatezza fisica” in una donna viene fortemente stigmatizzata. In conclusione, il bullismo è come la violenza domestica avviene dentro un luogo chiuso, avviene perché il bullo è socialmente ricompensato e rafforzato dal contesto. La vittima viene presa di mira a causa dell’infrazione di un ruolo sociale ascritto.

In seguito il victim blaming impedisce alla vittima a denunciare rafforzando così il ciclo di violenze. E’ un fenomeno molto complesso ma affonda radici culturali profonde.

Ho affrontato le tematiche del bullismo su un mio blog personale QUI. Da oggi lo farò qui, questa è solo un’intro.

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