Malala: una piccola grande donna e un Nobel

Da oggi il mio progetto riparte sotto un altro nome e un’altra veste grafica e lo fa dedicandolo ad una giovanissima donna che ha ricevuto il premio Nobel per la pace: Malala Yousrafzai.

Questo articolo va a lei come il rilancio del mio nuovo progetto poiché per me testimonia il simbolo di come le nuove generazioni lottino per il cambiamento.

A soli tredici anni Malala lotta per il diritto all’istruzione delle donne e lo fa con un blog, raccontando ogni giorno come è dura la vita delle donne sotto il regime dei talebani in Pakistan.

Una rivendicazione ad un prezzo. Il 9 ottobre 2012, infatti, verrà aggredita da un gruppo di uomini armati mentre tornava a casa da scuola, sparandola e ferendola gravemente alla testa con due proiettili.  Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar in condizioni disperate riesce a sopravvivere.

Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, sostenendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità” e che dunque va uccisa, continuando a minacciarla di morte anche dopo l’aggressione e durante la sua degenza.

Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto (ex presidente pakistana assassinata nel 2007) e lanciando un appello a favore dell’istruzione dei bambini di tutto il mondo.

Nel 20 Novembre 2013 le è stato consegnato il Premio Sakharov per la libertà di pensiero a Strasburgo in occasione della Sessione Plenaria di Novembre. L’annuncio è stato dato da Martin Schulz (presidente del Parlamento Europeo)descrivendo Malala come “una ragazza coraggiosa”.

Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel. Così Malala è diventata un simbolo della pace, simbolo delle donne e dei bambini di tutto il mondo.

« Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno. »

Malala Yousrafzai

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